Sparanise. Nella Biblioteca del Foscolo sono esposte le piante del Casino Reale, della Torre Centrale e della Tenuta Reale del Demanio borbonico di Calvi
(di Paolo Mesolella) SPARANISE A proposito del Demanio di Calvi, del Casino, della Cappella Reale e di altre amenità calene, nella Biblioteca del Foscolo a Sparanise, sono esposte le copie delle Piante originali dell’Architetto Antonio Notarangelo. Le piante sono tre: quella della Torre d’Occidente, quella del Real Casino borbonico e quella della Tenuta Reale. In scala 1 : 200 mt le prime e 1.5000 metri le seconde. Tutte è tre dimostrano la grandezza del Demanio di Calvi, ovvero della Cappella Reale, del Casino Reale e della tenuta Reale con i suoi boschi. Un complesso architettonico ed agrario veramente unico di 3.869.000 mq di superficie, con la Torre d'Occidente di 608 mq, il Casino Reale di 1248 mq (12 stanze e due saloni al primo piano, 14 stanze, la Cappella Reale, il fienile e due stanze al pianterreno). Poi ancora un Casone di 2174 mq ed una Casina di 176 mq, per un totale di 4485 mq di superficie abitativa. Davanti al Casino, poi, c'erano uno spiazzo ellittico per le corse dei cavalli, un grande bosco e 13 parchi: Parco San Agapito, Parco Lenza Mazzamauro e Cinta, Parco Paura, Parco Cinghiali, Parco Volpi, Parco Fascitiello grande, Parco Fascitiello piccolo, Parco Polledrata, Parco Trezza, Parco Lenza della Pagliara, Parco Caccia grande al Rivo, Parco Caccia grande all’altura, Parco Noci, Parco Cinque moggia, parco Carcere, Parco Marzano piccolo. Dalle carte si possono vedere anche i sei locali occupati della Gendarmeria, le 11 stanze al piano terra del Real Casino, le 11 stanze al primo piano e la Cappella Reale (il primo locale sulla destra della foto dal quale si vede l’altare). Nella pianta poi, davanti al Casino si vedono due fienili e la vaccheria per la produzione del latte e dei formaggi. Dalla pianta della Tenuta Reale poi, possiamo vedere i confini della grande tenuta borbonica del Demanio di Calvi. La Tenuta, confinava a Nord con la tenuta della famiglia Mesolella, ad Ovest e sud con Francolise – Ciamprisco e Francolise, ad est con Sparanise, a nord con Grazzanise. Le tre carte manoscritte, i cui originali si trovano nell’archivio della Reggia di Caserta, sono un patrimonio documentale straordinario per conoscere la Storia del Casino borbonico sparanisano alla cui realizzazione contribuirono anche il grande Architetto Giovanni Patturelli, definito l’architetto più antico della Casa Reale e che il Re Ferdinando IV chiamava familiarmente “Giovannino”. Tra le cose più interessanti che erano presenti nel Demanio di Calvi non si possono dimenticare la bella Fontana della Regina, con ringhiere di ferro battuto, oggi scomparsa, il Castellone, le Carceri Vecchie, il Circo per le corse dei cavalli allevati nello stesso Demanio, il Casone usato per metà come abitazione della Reale Balestreria e per gli Armieri e per l’altra metà dai Guardiani della difesa. Poi la Vaccheria e la tradizionale festa del lunedì in Albis in onore della Madonna Assunta, durante la quale le donne di Sparanise “pazziavano con il tamburo” e poi le bellissime tele raffiguranti la fuga in Egitto e la Madonna Assunta, alla quale era intitolata la Cappella Reale. Da notare infine che Sparanise allora (nel 1759 data in cui fu costruito il Casino), era un casale di Calvi. Diventa autonomo solo nel 1808. Secondo quanto attesta il Giustiniani nel suo “Dizionario geografico del Regno di Napoli” del 1802, era casale insieme al casale di Petruolo e alle tre ville di Visciano, Zuni e Martini. E da Calvi ottenne il titolo di “proprietà Reale”. Calvi infatti a quei tempi, anche per la presenza del parco archeologico di Cales, era diventata Città Reale anche nel nome: così viene definita in una Pianta del 1725. Sparanise invece era diventata Proprietà reale. Si legge infatti nei Catasti provvisori del Comune di Sparanise che il primo proprietario del Comune era Sua maestà il Re con una rendita netta di 22.579 ducati.
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