Roma. Pro Vita e Famiglia contro il suicidio assistito

(Caserta24ore) Riceviamo da Pro Vita e pubblichiamo - In una sala gremita a pochi passi dal cuore della politica,
abbiamo usato la forza della ragione e delle testimonianze per spiegare nella nostra conferenza stampa a tutta l'Italia perché questa legge è un abominio. Nelle strade, abbiamo usato la forza delle immagini: i nostri camion vela hanno "assediato" i palazzi del potere con un messaggio che nessuno ha potuto ignorare: «Siete stati eletti per aiutarci a vivere, non per farci morire». In prima persona, durante la conferenza stampa, ho voluto raccontare ai giornalisti anche la mia storia, confessando che anch'io, malato di cancro al pancreas, in un momento di buio ho pensato di farla finita. Ma sono stato salvato dalle cure e dall'amore della mia famiglia. Una legge come questa, in quel momento, mi avrebbe offerto una scorciatoia per la morte, non una speranza per la vita. Questo è il punto centrale. Non si può parlare di "libera scelta" quando al 77% dei malati adulti e all'85% dei bambini vengono negate le cure palliative e gli antidolorifici. Non è scelta, è abbandono. E non si può parlare di "emergenza" quando i suicidi assistiti eseguiti finora in Italia sono solo 7, in 8 anni. Una legge non farebbe che aumentare questo numero in modo esponenziale. Accanto a me c'erano due voci straordinarie. Il magistrato Giacomo Rocchi ha spiegato una verità fondamentale e inattaccabile: il Parlamento non ha nessun obbligo costituzionale di approvare questa legge. Nessuno. È una scelta politica, non un dovere. Una legge, ha detto, avrebbe solo l'effetto di aumentare i casi e far percepire la morte come un "diritto". E poi Emanuel Cosmin Stoica , attivista per i diritti dei disabili, ha dato voce a chi soffre davvero, con parole che sono state un pugno nello stomaco: "Io non chiedo compassione: chiedo giustizia, chiedo responsabilità, chiedo che la vita torni ad essere un diritto, non un'opzione da rifiutare". La nostra petizione ha superato le 17.000 adesioni, ma dobbiamo diventare una valanga! Questo è solo l'inizio. Nei prossimi giorni e settimane, la nostra battaglia continuerà su ogni fronte, senza tregua: Nei palazzi del potere : seguiremo ogni singola parola del dibattito in Senato, continuando la nostra azione di pressione sui politici per ricordare loro che l'Italia non vuole questa legge. Sui media : combatteremo per rompere il muro di disinformazione e portare la verità nel dibattito pubblico. Nelle strade e sui social : continueremo con le nostre affissioni, i nostri camion vela e le nostre campagne online per mostrare a tutti il volto di un'Italia che chiede cura e speranza, non abbandono e morte. (da Pro Vita e Famiglia)

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