22 luglio, il ricordo di Maria Maddalena, la prima testimone della Resurrezione di Cristo sepolta a Roma nella Basilica Lateranense.
(di Paolo Mesolella) ROMA A proposito del 22 luglio e del ricordo di Santa Maria Maddalena. Diciamolo chiaramente: fu una donna la prima testimone della Resurrezione di Gesù. Non fu san Pietro, né san Giovanni, né furono altri santi. “Maria di Magdala, scrive Giovanni, si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava”. La storia dell’Apostola degli apostoli era iniziata con l’incontro con Gesù e con la liberazione dai “sette diavoli”. Da quel giorno Maria Maddalena entrò nel gruppo dei discepoli, seguendo il Maestro fino alla fine. Fino al momento doloroso del Calvario e della Croce, anche quando tutti gli altri erano scappati, nascondendosi per paura delle persecuzioni. Il coraggio della Maddalena non ha uguali. Luca quando Maddalena, nel cortile di Simone, piange, bacia e unge i piedi di Gesù, la definisce “peccatrice”. Ma il termine “peccatrice” ai tempi di Gesù non aveva sempre il significato di grave disordine morale, in quanto lo si usava anche per piccole infrazioni come il non lavarsi le mani prima di mangiare, o stare a mensa con i pagani, o avere contatti con i gabellieri, i cambiavalute ecc. Questi venivano chiamati pubblicani cioè “pubblici peccatori”. E’ impossibile capire perciò il genere dei peccati della Maddalena. Altra caratteristica della Maddalena sarebbe la liberazione di Cristo dai sette demoni. Eppure nessuno degli altri indemoniati, “liberati dal demonio” è mai passato al seguito di Gesù. Ciò nonostante Gesù ha dato a lei il privilegio dell’annuncio della sua Resurrezione. Le donne nel diritto ebraico non potevano testimoniare, perciò non potevano essere testimoni ufficiali della Resurrezione. Lo saranno solo gli Apostoli e quegli altri che avevano mangiato e pregato con lui (Atti 10,41). Ma Maria di Magdala per Gesù doveva essere la prima annunciatrice della sua Resurrezione. La sua amicizia con Gesù infatti va oltre la tomba. Per questo San Tommaso d’Aquino definisce la Maddalena “Apostola degli Apostoli”: perché era stata inviata da Cristo a coloro che Gesù aveva scelto e chiamato “inviati” (ossia Apostoli). Il corpo di Santa Maria Magdalena, senza la testa e senza un braccio, fu deposto sotto la mensa dell’altare della basilica di San Giovanni in Laterano a Roma. Nelle basiliche “papali di Roma” l’altare centrale era riservato al Papa. E l’altare dedicato a Santa Maria Maddalena si trova proprio davanti all’altare papale, L’altare fu consacrato da papa Onorio III nel 1125 e venne utilizzato dal papa Bonifacio VIII. Poi però nel rifacimento della basilica lateranense durante il periodo barocco, l’altare venne smantellato e ne restano pochi resti esposti nel chiostro. Nella basilica è rimasto il Reliquario in metallo (oggi conservato nel museo) in forma di tempietto con cupola nel quale si conserva il “cilicio della Maddalena” che era una donna che faceva penitenza. I canonici però, dopo la demolizione dell’altare della Maddalena vollero ricordare la santa patrona con la tela di Pulzone Scipione di Gaeta nella cappella del coro e che raffigura la santa seduta in una grotta con un libro di preghiere in mano per richiamare i canonici alla Liturgia delle ore. Un’altra tela del Iacopino l’hanno posta in sacrestia e presenta la Maddalena in piedi, con le mani incrociate sul petto, anche questa volta in atteggiamento di preghiera. La terza tela, la più bella, si conserva nella navata destra della Cappella Massimo. Qui vi è una pala di altare raffigurante la Crocifissioni di Cristo, opera di Girolamo Siciolante di Sermoneta del 1579. L’artista ha colorato i tre attori della Crocifissione ciascuno con un suo colore: la Vergine in abito nero, San Giovanni in rosso, la Maddalena in bianco, in ginocchio mentre abbraccia la Croce e guarda il Cristo dal basso; una Maddalena dipinta con il bianco della purezza.
Commenti
Posta un commento