( di Giuseppe Pace) E’ morto il 266esimo Papa della Chiesa Universale. Da questo media casertano,che spesso ha ricordato il papa della perdonanza, Celestino V nato a Raviscanina nel 1209 come attesta la bolla della consacrazione evidenziata da D. Caiazza. Tra questi e Francesco, papà della speranza, c’era più di qualche tratto in comune. Chi sarà il 267esimo Papa? Ad oggi la Chiesa cattolica ha avuto 213 pontefici italiani, 15 francesi, 8 greci, 7 tedeschi, 3 spagnoli e 1 solo portoghese,dalmata, inglese,olandese,polacco e traco. Papà Francesco era venuto a Roma dall’Argentina la cui Società Scientifica riportò già altro articolo di questo media quando divenne Papa. Il nuvo Papa sarà un Filippino o un Africano?: Un Papa nero si imporrebbe per rappresentare un continente che registra oltre 1 miliardi di persone ad iniziare dalla Nigeria con 215milioni di abitanti. 252 sono i cardinali, di cui 135 elettori e 117 non elettori. Moltissimi sono stati nominati da Papa Francesco. La Chiesa di San Pietro riceverà i circa 200 capi di stato del mondo tranne Putin e Xi. Il Vaticano è dunque in Sede Vacante. Cosa succede ora? Bergoglio con la costituzione apostolica Praedicate Evangelium, ha stabilito che non decadono “il penitenziere maggiore (Angelo De Donatis), proponendo al Collegio dei cardinali quelli di cui riferirebbe al Romano Pontefice, e l’elemosiniere di Sua Santità (Konrad Krajewski), che continua nell’esercizio delle opere di carità, secondo gli stessi criteri usati durante il pontificato, restando alle dipendenze del Collegio dei cardinali, fino all’elezione del nuovo Romano Pontefice”.“Durante la Sede Vacante i segretari si occupano del governo ordinario delle istituzioni curiali, curando soltanto gli affari di ordinaria amministrazione. Entro tre mesi dall’elezione del Romano Pontefice essi devono essere da lui confermati nel loro incarico”. Mentre “il maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie (Diego Giovanni Ravelli) assume gli incarichi previsti dalla normativa riguardante la vacanza della Sede Apostolica e l’elezione del Romano Pontefice. Oltre a Farrell, De Donatis e Krajewski, tutti e tre elettori in conclave, restano in carica anche il cardinale vicario del Papa per la diocesi di Roma, Baldassare Reina, anch’egli elettore, e il vicegerente della diocesi di Roma, il vescovo Renato Tarantelli Baccari. Restano in carica anche il cardinale arciprete della Basilica Vaticana e vicario generale per la Città del Vaticano, Mauro Gambetti, anch’egli elettore, il sostituto della Segreteria di Stato, l’arcivescovo Edgar Peña Parra, e il segretario per i rapporti con gli Stati, l’arcivescovo Paul Richard Gallagher. Non cessano dall’incarico e dai relativi poteri i rappresentanti pontifici. A guidare il Collegio cardinalizio è il cardinale decano Giovanni Battista Re, non elettore in conclave, affiancato dal vicedecano Leonardo Sandri, anch’egli non elettore. A Re tocca convocare il Collegio cardinalizio: 252 cardinali, di cui 135 elettori e 117 non elettori. Durante la Sede Vacante, ogni giorno, al mattino e al pomeriggio, si tengono le congregazioni generali del Collegio cardinalizio fino all’ingresso in conclave dei soli porporati elettori. In esse si prendono tutte le decisioni che riguardano questa delicatissima fase di transizione della Chiesa cattolica e si traccia il profilo del prossimo Papa, senza, però, pronunciare mai pubblicamente alcun nome. Al cardinale decano Re toccherà presiedere, in piazza San Pietro, la messa esequiale di Papa Francesco che aprirà i cosiddetti novendiali, i nove giorni di lutto della Chiesa cattolica. In ognuno di essi si celebrerà una messa esequiale per Bergoglio nella Basilica Vaticana.“A seguito della comunicazione dell’avvenuto decesso del Romano Pontefice Francesco, – si legge in una notificazione dell’Ufficio delle celebrazioni liturgiche pontificie – secondo quanto previsto nell’Ordo Exsequiarum Romani Pontificis (nn. 21-40), questa sera, lunedì 21 aprile alle ore 20.00, Sua Eminenza Reverendissima il Signor Cardinale Kevin Joseph Farrell, camerlengo di Santa Romana Chiesa, presiederà il rito della constatazione della morte e della deposizione della salma nella bara. Sono pertanto pregati di prendere parte al rito l’Eminentissimo decano del Collegio cardinalizio, i familiari del Romano Pontefice, il direttore e il vice direttore della Direzione di sanità e igiene dello Stato della Città del Vaticano, che si troveranno per le ore 19.45 nella cappella della Domus Sanctae Marthae. Gli ecclesiastici indosseranno l’abito corale loro proprio”. Parallelamente, il cardinale Re ha già convocato a Roma tutti i porporati del mondo: “In conformità al n. 19 della costituzione apostolica Universi Dominici gregis, convoco formalmente i cardinali elettori alle congregazioni generali del Collegio cardinalizio, previste durante la vacanza della Sede Apostolica e in preparazione al conclave. La prima riunione avrà luogo nell’Aula del Sinodo. Invitati a prendere parte a tali congregazioni generali preparatorie anche i cardinali che hanno superato gli 80 anni, i quali però sono liberi di partecipare o non partecipare”. Concluse le esequie, tutto sarà rivolto alla preparazione del conclave. Esso sarà immediatamente preceduto dalla messa pro eligendo Romano Pontifice presieduta dal cardinale decano Re, nella Basilica Vaticana, la mattina dell’inizio del conclave. Nel pomeriggio dello stesso giorno i porporati elettori entreranno nella Cappella Sistina per procedere con le votazioni. Intimato dall’arcivescovo Ravelli l’Extra omnes, inizierà la clausura e un cardinale non elettore terrà la seconda e ultima meditazione ai suoi confratelli che dovranno eleggere il successore di Francesco. La prima si sarà tenuta nei giorni precedenti durante una delle congregazioni generali. Dopo la meditazione, i cardinali dovranno votare. Nei giorni successivi, invece, le votazioni saranno due al mattino e due al pomeriggio fino a quando, ovviamente, non si raggiungerà il quorum dei due terzi per l’elezione del Papa. Serviranno 90 voti per essere eletto. L’esito delle votazioni sarà comunicato al mondo attraverso le fumate: nera per la mancata elezione e bianca per l’atteso Habemus Papam. Il conclave sarà presieduto dal cardinale vescovo elettore più anziano, ovvero Pietro Parolin. Ad annunciare, invece, al mondo il nome del nuovo Papa sarà il cardinale protodiacono Dominique Mamberti.I cardinali elettori sono 135, quindici in più di quanto stabilito da san Paolo VI che fissò il limite a 120 con la costituzione apostolica Romani Pontifici eligendo del 1975: “Il diritto di eleggere il Romano Pontefice spetta unicamente ai cardinali di Santa Romana Chiesa, esclusi, a norma della legge precedentemente pubblicata, quelli che al momento dell’ingresso in conclave hanno già compiuto l’80° anno di età. Il massimo numero dei cardinali elettori non deve superare i 120. Quando inizierà il conclave? Benedetto XVI, nel 2013, ha riformato questo aspetto: “Ordino inoltre che, dal momento in cui la Sede Apostolica sia legittimamente vacante, si attendano per quindici giorni interi gli assenti prima di iniziare il conclave; lascio peraltro al Collegio dei cardinali la facoltà di anticipare l’inizio del conclave se consta della presenza di tutti i cardinali elettori, come pure la facoltà di protrarre, se ci sono motivi gravi, l’inizio dell’elezione per alcuni altri giorni. Trascorsi però, al massimo, venti giorni dall’inizio della Sede Vacante, tutti i cardinali elettori presenti sono tenuti a procedere all’elezione”. Quindi il conclave deve iniziare al massimo l’11 maggio. Il Conclave si aprirà in una data tra il 5 e il 10 maggio, secondo tradizione, infatti, le porte della Cappella Sistina devono chiudersi tra il 15° e il 20° giorno dopo la morte del Pontefice. A partire da quella data inizieranno le votazioni con l'attesa dei fedeli per la tradizionale fumata bianca che sancisce l'elezione del nuovo Papa. Naturalmente sono già partite le ipotesi e le discussioni su chi sarà scelto dal collegio dei cardinali come successore di Papa Francesco. Sono 135 i cardinali che hanno meno di 80 anni e potranno quindi partecipare al Conclave, tra loro circa l'80% è stato nominato da Papa Francesco durante il suo pontificato. Tra loro solo 19 sono italiani, mentre più della metà dei partecipanti arriva da paesi dell'America Latina, dell'Asia e dell'Africa. All'interno del Conclave sono oggi rappresentati 71 Paesi del mondo. La scelta del nuovo Papa è difficile da prevedere ma ci sono alcuni nomi che alla vigilia del Conclave sono considerati dei favoriti come gli italiani Pietro Parolin, Matteo Zuppi, Pierbattista Pizzaballa, gli americani Blase Joseph Cupich e Joseph William Tobin o Luis Antonio Gokim Tagle che arriva dalle Filippine. Scopriamo chi sono i cardinali considerati favoriti i cui nomi hanno iniziato a circolare subito dopo la morte di Papa Francesco. Fanno eccezione nel tessere le lodi di Francesco solo gli Ebrei forse per la sua difesa dei Palestinesi? Conosco l’Argentina dal 1999/2000, quando vi sono andato come commissario d’esame di maturità scientifica al liceo “Cristoforo Colombo” di Buenos Aires per conto del Ministero Affari Esteri e Cooperazione Internazionale. Frequentai anche la Sociedad Cientifica Argentina che mi gratificò con la nomina a Socio Corrispondente Nazionale con parole lusinghiere che in Italia si usavano decenni fa. Dell’Argentina ho visto, sentito e letto la città metropolitana di Buenos Aires o Gran Buenos Aires con i suoi principali musei e la capitale La Plata con il suo bel Museo di Storia Naturale. Ho ammirato la città turistica di Mar del Plata, fatto il bagno nell’oceano Atlantico che la lambisce ed ammirato i fossili nel locale museo di Storia Naturale e le sculture dei leoni marini di lato e sulla spiaggia del casinò molto affollato anche di donne. Ho attraversato in nave i 40 km di larghezza del grande fiume per andare in Uruguay, a città del Sacramento con la statua dedicata a Garibaldi come eroe dei due mondi. Ho visitato con i miei parenti emigrati in Argentina il santuario di Lucan della Madonna Nera a nord di Buenos Aires Avanza, raccogliendo poi, alle elezioni del settembre 2021, il 13,66% dei consensi, arrivando terzo nella capitale e diventando deputato. Facendo una campagna con lo slogan "Non sono venuto qui per guidare agnelli ma per risvegliare i leoni", ha denunciato la "casta politica", da lui definita come composta da "politici inutili e parassiti che non hanno mai lavorato". Nel 2023 ha annunciato la sua candidatura alle elezioni presidenziali argentine di quell'anno, sostenuto dalla coalizione La Libertad Avanza, arrivando primo nelle elezioni primarie di agosto e secondo alle elezioni vere e proprie a ottobre; verrà poi eletto al ballottaggio il 19 novembre col 55,65%, sconfiggendo il candidato peronista Sergio Massa. Richiede durante il suo ufficio da Presidente la cittadinanza italiana; nel dicembre 2024 la ottiene, in virtù dei propri antenati emigrati dalla Calabria. L’opposizione a Milei non è poca né tollerante e i media titolano ad esempio:”“Hanno rubato cibo da 45.000 mense per i poveri in una situazione in cui la fame, la miseria e la povertà stanno peggiorando”, ha detto un manifestante. Gli agenti di polizia hanno utilizzato idranti, gas lacrimogeni e persino proiettili di gomma. Le proiezioni dell’Università Cattolica, calcolate sugli effetti della crescita dei prezzi e del crollo del valore della moneta – da 350 pesos per dollaro a 830 pesos – mostrano un indice di povertà che a gennaio avrebbe raggiunto il 57,4% della popolazione, cioè 27 milioni di persone: il dato più alto dal 2004, quando toccò il 54%. Il livello di povertà è stato del 44,7% nel terzo trimestre del 2023, salito secondo le stime al 49,5% alla fine dell’anno. “L’aumento maggiore è stato registrato nelle famiglie della classe lavoratrice e in quelle della classe media che non sono beneficiarie di aiuti statali”, spiegano gli analisti dell’Università. Le poche misure a sostegno di pochi beneficiari, come l’aumento dell’assegno universale per i figli e del contributo per la spesa alimentare, hanno solo mitigato la crescita esponenziale degli indigenti, cioè i poveri assoluti, passati dal 9,6% nel terzo trimestre del 2023 al 14,2% di dicembre, fino al 15%, ovvero 7 milioni di persone, a gennaio di quest’anno. Milei accusa i suoi predecessori: “La vera eredità del sistema della casta”, il suo commento. “La distruzione degli ultimi cento anni non ha paragoni nella storia dell’Occidente”. o drammatici i dati rilasciati dall’Observatorio de la Deuda Social della Pontificia Università Cattolica di Buenos Aires, mentre non si arrestano le tensioni sociali e istituzionali in risposta ai progetti di riforma del presideNell’Argentina di Milei milioni di nuovi indigenti. Proteste in piazza in difesa delle mense sociali, a rischio chiusura causa tagli. La svalutazione del peso di oltre il 50% decisa a dicembre dal governo di Javier Milei, unita all’inflazione, che a gennaio è stata del 20,6%, ha generato in Argentina 6 milioni di nuovi poveri. Non ben equilibrata, a mio avviso, sembrano essere le parole degli organisimi della Santa Sede, che in passato fu accusata di essere dalla parte occulta dei dittatori dei desaparesidos: “Sono drammatici i dati rilasciati dall’Observatorio de la Deuda Social della Pontificia Università Cattolica di Buenos Aires, mentre non si arrestano le tensioni sociali e istituzionali in risposta ai progetti di riforma del presidente anarco-capitalista, che dall’altra parte ha invece incassato negli ultimi giorni l’approvazione del Fondo monetario internazionale. Deficit zero, ma povertà e indigenza alle stelle. Si possono riassumere così i risultati economici dei primi mesi della presidenza Milei. Le proiezioni dell’Università Cattolica, calcolate sugli effetti della crescita dei prezzi e del crollo del valore della moneta – da 350 pesos per dollaro a 830 pesos – mostrano un indice di povertà che a gennaio avrebbe raggiunto il 57,4% della popolazione, cioè 27 milioni di persone: il dato più alto dal 2004, quando toccò il 54 per cento. Il livello di povertà è stato del 44,7% nel terzo trimestre del 2023, salito secondo le stime al 49,5% alla fine dell’anno. “L’aumento maggiore è stato registrato nelle famiglie della classe lavoratrice e in quelle della classe media che non sono beneficiarie di aiuti statali”, spiegano gli analisti dell’Università. Le poche misure a sostegno di pochi beneficiari, come l’aumento dell’assegno universale per i figli e del contributo per la spesa alimentare, hanno solo mitigato la crescita esponenziale degli indigenti, cioè i poveri assoluti, passati dal 9,6% nel terzo trimestre del 2023 al 14,2% di dicembre, fino al 15%, ovvero 7 milioni di persone, a gennaio di quest’anno. Milei accusa i suoi predecessori: “La vera eredità del sistema della casta”, il suo commento. “La distruzione degli ultimi 100 anni non ha paragoni nella storia dell’Occidente”. Il taglio della spesa pubblica resta l’obiettivo numero uno di Milei, che più volte ha accusato lo Stato di essere “un’associazione criminale”. A farne le spese anche le decine di migliaia di mense sociali distribuite in tutto il Paese – 35mila quelle nei registri del governo, potrebbero essercene altrettante in forma non ufficiale – che distribuiscono pasti caldi e generi di prima necessità a circa 10 milioni di bisognosi. “Per porre fine a questo strumento di estorsione e al business multimilionario del cartello delle aziende statali di approvvigionamento alimentare”, ha dichiarato il Ministero del Capitale umano, “abbiamo deciso che gli aiuti controllati dalle organizzazioni sociali, che rappresentano solo il 4,2% degli investimenti dello Stato in materia alimentare, siano destinati direttamente alle mense sociali, che, a loro volta, devono rendere conto del cibo che acquistano”. Il nuovo Presidente dell’Argentina crede nel liberalismo senza restrizioni del progetto di vita di altri, basato sul principio di non aggressione, alla libertà e alla proprietà privata, mercati liberi da ogni intervento statale, libera concorrenza e cooperazione sociale. L’Argentina è estesa quasi 9 volte l’Italia e ha una popolazione di 45 mln. Dopo governi e presidenti tendenti all’assistenzialismo si sinistra radicale aveva necessità di riforme neoliberiste come, con la metafora della motosega, intende fare Milei, che inizialmente non era gradito al Papa, che tra l’altro auspicava la pace con il disarmo: parole piene di retorica populista, quando è valido il monito prepara la guerra se vuoi la Pace!

Commenti
Posta un commento