IL LIBRO. Pubblicato il nuovo libro del prof. Guido Parisi “ENTANGLEMENT” un libro che dovrebbero leggere tutti i docenti, in particolare quelli utilizzati sul sostegno
(di Paolo Mesolella) CASERTA E’ stato appena pubblicato, per le edizioni Pathos di Torino, un bel libro del prof. Guido Parisi, “Entanglement. Surreale ma non troppo”, un libro che dovrebbero leggere tutti i docenti, in particolare quelli utilizzati sul sostegno agli alunni diversamente abili. Perché il libro è un elogio all’ imperfezione. Audinga, la protagonista del libro, è una ragazza 17 enne sordomuta e come spesso accade per i disabili, ha una sensibilità straordinaria per la musica , la spiritualità, l’amore, il volontariato. Trascorre diverse ore al giorno con i disabili de “Il giardino degli angeli”. La sua disabilità, accentuata dal confronto quotidiano con la normalità del fratello, diventa il motivo dominante del racconto che evidenzia la straordinaria sensibilità dell’adolescente, il suo talento musicale, la sua propensione al misticismo e la sua attività di volontariato: aiuta il povero disabile Roberto. A volte, spiega Guido Parisi, ha degli improvvisi rapimenti, si assenta, sembra non far più parte della realtà che la circonda. I tratti del suo volto si addolciscono più di quanto già siano e chi la osserva. Vive una forma di spiritualità che l’allontana e la isola da tutti e da tutto. Audinga è attraente, una fusione di sensualità e spiritualità che non lascia indifferente nessuno. Fa pensare a quei bambini disabili, orfani e soli per diverse ragioni. Bambini indifesi, senza alcun affetto, senza nessuno che rimbocchi loro una coperta quando fa freddo, spesso digiuni e sporchi perché nessuno si cura di loro, o sfruttati che chiedono l’elemosina agli angoli delle strade. Audinga sa di avere degli occhi belli e un corpo che molte sue amiche le invidiano, ma è sorda, e allora pensa che il desiderio che hanno gli uomini di lei incomincia e finisce nel suo corpo. Al Giardino degli Angeli si sente realizzata. Lo sente nell’aiuto che può dare a chi era stato più sfortunato di lei. Il romanzo, però oltre a farci conoscere Audinga, ci racconta anche la la vita di una scolaresca di 17 studenti che frequentano l’ultimo anno di una scuola superiore. Un anno importante che diventa emblema di grandi cambiamenti: le novità scolastiche, la ricerca difficile del lavoro dopo la scuola, le conquiste tecnologiche, le comunicazioni, le guerre, le regole dell’etica e la tecnologia quantistica che ha aperto nuovi orizzonti e ci ha posto di fronte alla possibilità di un incontro tra scienza e spiritualità. La fisica quantistica, spiega, penetra il mondo invisibile delle particelle, un mondo che richiama quello nostro interiore. Un bel romanzo quindi dedicato alla scuola, agli studenti e soprattutto ai docenti. Scrive Parisi: “Dopo una vita trascorsa a dedicarmi all’insegnamento in scuole di mezzo mondo l’idea di scrivere e descrivere ciò che in parte caratterizza quel percorso adolescenziale che è anche il periodo più importante per la formazione di una persona, sia dal punto di vista psicologico che culturale, ha fugato in me ogni dubbio sulla volontà di doverlo fare. Un compito da ritenere come fase conclusiva della mia carriera e della mia vita il cui taccuino è pieno di note riguardanti tutto quello che correda il difficile rapporto tra insegnanti e studenti e tra scuola e la società. Perché la scuola è forse il mondo in cui lo smarrimento si fa più tangibile e che somatizza nel processo di formazione le conseguenze dei traumi che gli sconvolgimenti causano, quali i disturbi della personalità, la demotivazione, lo scoramento, l’incertezza del futuro.. Nuove forme di malessere stanno per diventare un temibile cancro che aggredisce in modo subdolo i nostri ragazzi: stress, ansia, mancanza di autostima, irritabilità, sintomi depressivi, indebolimento e annullamento del pensiero critico. Poi c’è quel male peggiore di tutti che è l’incomunicabilità”. Raccomandazioni che l’autore ricorda a sé stesso e a tutti gli educatori. Anche l’intreccio è interessante. Sergio e Gigi sono compagni di scuola e frequentano l’ ultimo anno di scuola superiore. Gigi ha un incidente con la motocicletta e muore. La sorella sordomuta Audinga si avvicina a Sergio è diventa la protagonista del racconto. La scuola è quella che nasce in un clima di guerra fredda: i programmi di storia sono stati modificati e sono state potenziate le materie tecniche e scientifiche: Fisica, matematica, informatica, l’Educazione fisica, la “preparazione alla guerra”. “Ormai, spiega un alunno, bisogna aspettarsi di essere coinvolti in qualche conflitto”. La lezione sulla difesa territoriale nella nuova scuola, ipotizzata da Guido Parisi, si tiene il sabato mattina dalle 8.30 alle 10. Un’attività interclasse, mista, con gruppi di quaranta allievi e con insegnante, un istruttore militare. “Il libro – continua Parisi - mi ha permesso di entrare nelle meraviglie della imperfezione. È difficile cogliere l’essenza dell’imperfezione… Quando ti trovi di fronte ad una persona che soffre, tu osservi quel dolore dal tuo punto di vista determinato dalla tua sensibilità. Dunque è un’opinione soggettiva che scaturisce dal tuo modo di compenetrarti nell’altro, ma non saprai mai se corrisponde alla verità. E mai ti spetteresti che tra le piaghe di quei tormenti possano celarsi le sorgenti delle felicità”. Lei, infatti, Audinga, la protagonista è la voce della bellezza che si contrappone alla bruttura dei nostri tempi guerrafondai. Il romanzo è già stato presentato a Genova, nella sede della Dante Alighieri e all'Università Statale.



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