"Prendi un bastone e ammazza un terrone." Questa scritta, risalente agli anni 2000, è riemersa dagli archivi storici di Caserta24ore. Nonostante un giro di telefonate a chi, in quel periodo, avrebbe potuto archiviarla, la memoria storica non ha permesso di risalire con precisione al luogo esatto. È certo, però, che ci troviamo in Lombardia.
La pubblichiamo per memoria storica e per ricordare ai giovani leghisti del nostro tempo ciò che tanti napoletani hanno dovuto subire per decenni, spostandosi nel Nord Italia per lavorare. Intendiamoci: non è il contenuto della scritta a indignare, poiché a scriverla saranno stati al massimo un paio di imbecilli. Piuttosto, come ha sottolineato il nostro redattore, ciò che indigna è il fatto che all'epoca nessuno si sia preso la briga di cancellarla e che sia rimasta visibile per molto tempo.
Articolo Originale del 30.11.2002
"Prendi un bastone, ammazza un terrone" seguito da un simbolo della Lega Nord: è una scritta vecchia, molto vecchia, probabilmente opera di seguaci della Lega quando il partito del "Bossi nazionale" fondava ancora il proprio consenso sulla militanza di stampo razzista. Fatto sta che la scritta (nella foto) ha resistito alle intemperie del tempo per oltre 10 anni: da così tanto tempo è ricordata dagli automobilisti di passaggio nella Bassa Comasca, su una strada provinciale molto trafficata.
A segnalare la scritta ingiuriosa alle istituzioni è stato Gianluca Salerno, un cittadino di passaggio residente a Chiasso (Svizzera) ma originario di Caiazzo, in provincia di Caserta. "Sono rimasto scandalizzato – spiega Salerno – mi sembra incredibile tollerare che scritte del genere rimangano visibili e che nessuno pensi a cancellarle. Non riesco a capire – continua – come nessuno vi abbia mai badato e ritengo quasi incredibile che altre persone, in tutto questo tempo, non si siano mosse prima di me".
Gianluca Salerno ha indirizzato una missiva alle amministrazioni interessate, chiedendo di risolvere il problema con sollecitudine. Gianmario Alberio, sindaco del comune di Rovello dove si trova la scritta incriminata, ha risposto: "Non appena la lettera è pervenuta in Comune, ci siamo immediatamente attivati per verificare se si trovasse effettivamente sul nostro territorio. I vigili hanno poi effettivamente verificato che la scritta esiste, seppur parzialmente scolorita dal tempo, e che si trova su un muro laterale di un'azienda privata, anche se visibile dalla strada provinciale. Il Comune non può intervenire su una proprietà privata". A questo punto, si aspetta solo la mano di un militante che, allertato da un dirigente della Lega, metta di nuovo mano al pennello per cancellare il misfatto. Ma visto che la scritta è scolorita, vuoi vedere che alla fine il militante non provveda a fare una ripassata?
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