Master Chef. Parla un cuoco in Germania: “ Il settore della ristorazione è una fabbrica come le altre, noi cuochi italiani siamo delle macchine”

Da qualche settimana si è conclusa l'ultima edizione di #MASTERCHEF. Molti giovani sono affascinati da questo mestiere e dai grandi chef; desiderano emularli, ma ben presto scoprono che la realtà è ben diversa. A raccontarlo è un giovane ventenne che lavora come cuoco in Germania.

P.F., originario della provincia di Caserta, ha studiato in un rinomato istituto alberghiero del litorale laziale meridionale. Dopo aver appreso molto bene l'arte culinaria, una volta diplomato ha cercato un impiego come cuoco nella sua terra. Tuttavia, dopo alcuni mesi, stanco dei pagamenti esigui, ha deciso di emigrare, come molti altri. Il suo racconto, però, delinea uno scenario poco chiaro riguardo al suo lavoro in Germania.

"Il settore della ristorazione è una fabbrica come le altre", spiega P.F. "Noi cuochi italiani siamo delle macchine, dobbiamo solo cucinare e pulire le cucine. Ai proprietari dei ristoranti, in gran parte italiani, non importa che sappiamo parlare tedesco; parliamo solo tra di noi, nei nostri dialetti meridionali. Certo, qui in Germania ci pagano più che in Italia, ma sempre molto meno dei tedeschi. Ci pagano come i turchi, ma in Turchia il valore della lira è maggiore, forse come la lira italiana tanti anni fa. Alla fine del mese riesco a mettere da parte solo qualche centinaio di euro, che è la stessa cifra che guadagnavo nella mia terra."


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